Lois Jammes, Martin Specht, Oscar Tintaya

Grazie a Lois e Martin che hanno acconsentito a questa nuova edizione del loro libro.

Sotto copyright (con autorizzazione)

Questo libro (98 pagine, 100 immagini) tratta diversi aspetti del salar: la geologia, gli abitanti, le piante, gli animali e… le leggende aymara. E’ un’opera semplice e personale, deliberatamente poetica ed ecologica piuttosto che scientifica sebbene rigorosa. Suscita il desiderio di andare a vedere quei paesaggi e di incontrare gli abitanti, cactus compresi.
Nel 1998, gli autori,che vivevano a Santa Cruz, misero le loro biciclette in un piccolo aereo, traversarono le Ande senza ausilio di ossigeno, e atterrarono sul salar. Mentre il geologo, Martin, andava in bicicletta con due amici sulla bianca superficie – non così piatta – del salar per alcuni giorni, Lois, rifugiatosi con il suo aereo su una “isola” del salar, gustava la solitudine assoluta nell’immensità e nel silenzio. “Un momento molto spirituale” disse più tardi. Due esperienze differenti, ma un solo scopo: “scrivere su questo luogo eccezionale del pianeta”. Due altri attori hanno attivamente partecipato a questa opera: Alan Hesse, biologo terrestre ed ecologista specializzato nei fumetti dedicati all’ ambiente, e Oscar Tintaya un artista aymara rinomato in Bolivia e che vive a La Paz.
Nel 2000, il libro era terminato e distribuito nelle scuole attorno al salar. Una versione inglese venne elaborata per i turisti provenienti da ogni parte.
Finalmente, nel 2018, Daniel Schweich, un altro membro del club dei poeti folli (una tribù in via di estinzione) si propose volontario per far rivivere il libro esaurito da lungo tempo, e fare una versione francese. Allora ecco la storia del “Salar di Tunupa”…